Prima Architettura

Palazzo Mondadori

Palazzo Mondadori

Alla fine degli anni Sessanta il boom economico spinge Giorgio Mondadori a spostare la sede centrale dell’omonima casa editrice da Verona – dove era stata fondata dal padre Arnoldo – alla città di Milano. Incarica così nel 1968 il grande architetto brasiliano Oscar Niemeyer di disegnare la nuova sede, che viene da subito immaginata come un “Palazzo” dalla forte carica simbolica e identitaria. L’elemento acqua, nel quale la sede si rispecchia e si raddoppia, svolge un ruolo fondamentale nel quadro della composizione generale. L’edificio sembra quasi un’apparizione, un oggetto monumentale e transitorio al tempo stesso.

Palazzo Mondadori

Il progetto viene concepito fondendo due concetti differenti della costruzione: il primo, un parallelepipedo sospeso, funzionale, leggero e vetrato al cui interno troviamo i luoghi del lavoro; il secondo, una struttura plastica, in cemento armato, scultorea, un grande porticato a campata variabile che sorregge il blocco funzionale.

Definire questo progetto seguendo l’elenco dei diversi approcci alla modellazione, mi porta a sostenere che il parallelepipedo è stato progettato seguendo il concetto di Shape attraverso un’unica entità geometrica.
La struttura invece e descrivibile secondo il concetto del Wireframe.

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